Tossicologia forense: identificazione dei composti e responsabilità legale

La comunità scientifica ha accettato la tecnologia SANIST come approccio per identificare i composti nella tossicologia forense. L’abstract è disponibile qui.

Il lavoro è stato realizzato in collaborazione con diversi istituti governativi nazionali e internazionali di riferimento. Fondamentalmente il metodo si basa sulla creazione di un database di spettri di massa certificati e su un algoritmo per la ricerca di basi di dati basato su alcune regole dell’UE.

La maggior parte dei laboratori non segue questi criteri. A questo punto viene in mente una domanda. I dati ottenuti al di fuori delle norme UE sono validi per la legge? Qual è il rischio di fornire un risultato di identificazione che l’autorità legale può potenzialmente dichiarare non valido? Questo è un tema critico specialmente nei campi forense e tossicologico in cui è richiesta la massima accuratezza durante la fase di identificazione del farmaco. Ad esempio, se un driver viene trovato positivo alla cocaina nella fase di screening, è richiesta l’analisi della spettrometria di massa per confermare i dati. Sulla base di questi risultati, l’autorità legale può decidere come procedere. Ovviamente, la ricerca nel database di spettrometria di massa deve seguire tutti i criteri per garantire la corretta identificazione. In realtà, l’unico criterio accettato dalla legge è quello implementato nella tecnologia SANIST.

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